La Casa Bianca accelera sulle tecnologie quantistiche con due nuovi ordini esecutivi che saldano l’asse tra lo Stato e i colossi della Silicon Valley. Tra la corsa alla supercomputazione entro il 2028 e lo scudo cibernetico contro la minaccia del cyber-spionaggio preventivo, Washington traccia la rotta della sua futura sicurezza nazionale. Un doppio binario che ridefinisce i tempi della difesa digitale e interroga anche le ambizioni strategiche dell’Italia
La Casa Bianca ha pubblicato due ordini esecutivi che hanno l’obiettivo di ridefinire l’approccio statunitense a una delle tecnologie più strategiche del prossimo decennio, il quantum. I due provvedimenti intervengono su fronti strettamente collegati e se il primo punta ad accelerare la ricerca, lo sviluppo e l’adozione delle tecnologie quantistiche negli Stati Uniti, il secondo mira a rafforzare la resilienza delle infrastrutture digitali di fronte alle capacità di decrittazione che i computer quantistici rendono possibili. La cerimonia di firma ha visto accanto a Donald Trump, tra gli altri, la presenza di Ruth Porat (Alphabet), Arvind Krishna (IBM) e Matthew Kinsella (Infleqtion). Una saldatura plastica tra la Casa Bianca e i pesi massimi dell’industria tecnologica e del capitale che restituisce la misura di quanto questi dossier siano rilevanti nell’agenda di Washington. E per ottime ragioni.













