C'è un documento che nelle ultime settimane ha iniziato a circolare negli ambienti tecnologici e finanziari americani alimentando interrogativi e teorie. Si tratta dell'Ordine Esecutivo 14318, firmato da Donald Trump il 2 giugno 2026. Un testo apparentemente tecnico che, secondo alcuni osservatori, nasconderebbe una trasformazione molto più profonda del rapporto tra Stato, tecnologia e potere.L'interpretazione che si sta diffondendo nei circuiti più vicini alla Silicon Valley e ad alcuni ambienti dell'amministrazione è radicale: i grandi data center destinati all'intelligenza artificiale non sarebbero più considerati semplici infrastrutture industriali, ma asset strategici da proteggere come installazioni di interesse nazionale.Da qui la convinzione che Washington stia cercando di blindare lo sviluppo dell'IA sottraendolo a vincoli locali, opposizioni territoriali e lungaggini burocratiche. In altre parole, se la corsa all'intelligenza artificiale è la nuova corsa agli armamenti del XXI secolo, allora i data center diventano l'equivalente delle basi militari dell'era digitale.Secondo il report che circola negli ambienti vicini ai grandi investitori tecnologici, il linguaggio utilizzato nei briefing preparatori non avrebbe avuto nulla a che vedere con l'innovazione o con le startup. Le parole chiave sarebbero state altre: sostituzione dei processi, sostituzione dei sistemi, sostituzione delle persone. Una lettura estrema? Forse. Ma alcuni elementi stanno alimentando il dibattito.Il primo riguarda l'energia. Le strutture che dovranno alimentare i modelli di intelligenza artificiale di prossima generazione richiederanno una quantità di elettricità enorme. Per questo motivo, secondo le indiscrezioni, Washington starebbe accelerando i progetti che prevedono l'installazione di nuovi reattori nucleari dedicati direttamente ai grandi poli dell'IA. Non energia solare. Non energia eolica. Energia nucleare. Una scelta che molti leggono come la conferma della dimensione strategica attribuita a queste infrastrutture.Il secondo punto riguarda il controllo federale. Secondo la ricostruzione contenuta nel report, i modelli di intelligenza artificiale più avanzati dovrebbero essere sottoposti alle autorità federali prima della loro distribuzione pubblica. Un meccanismo che consentirebbe al governo di valutare in anticipo capacità, limiti e possibili utilizzi delle nuove tecnologie.Il terzo elemento è politico. Da mesi Trump e il suo entourage sostengono la necessità di ridurre il peso della burocrazia federale. In questo contesto, l'intelligenza artificiale viene descritta da molti sostenitori del presidente come lo strumento ideale per sostituire procedure, verifiche amministrative e funzioni oggi affidate a migliaia di dipendenti pubblici.È qui che il racconto assume contorni quasi rivoluzionari. Secondo i fautori di questa visione, i sistemi di IA potrebbero gestire controlli sulla spesa pubblica, monitoraggio dei contratti federali, analisi dei bilanci e verifica degli stanziamenti in tempo reale. L'obiettivo dichiarato sarebbe eliminare inefficienze, sprechi e intermediazioni umane. I critici, però, vedono uno scenario completamente diverso. Temono una concentrazione di potere senza precedenti nelle mani del governo federale e dei colossi tecnologici che gestiranno le infrastrutture necessarie a far funzionare questi sistemi. Per questo motivo, dietro il dibattito sull'Ordine Esecutivo 14318, si nasconde una domanda molto più grande: Trump sta semplicemente accelerando la corsa americana all'intelligenza artificiale oppure sta cercando di costruire l'architettura dello Stato post-burocratico? Negli ambienti più vicini al presidente la risposta sarebbe già chiara. Il cosiddetto "deep state" non dovrebbe essere combattuto frontalmente. Dovrebbe essere reso irrilevante.Se questa sia davvero la strategia della Casa Bianca o soltanto una suggestione alimentata dai sostenitori più radicali della rivoluzione tecnologica lo diranno i prossimi mesi. Ma una cosa appare certa: a Washington l'intelligenza artificiale non viene più considerata una semplice innovazione economica. È ormai una questione di potere.
Trump, l'ordine esecutivo che cambia la corsa all'Intelligenza artificiale: perché i data center diventano una questione di sicurezza nazionale - L'Indiscreto
Un documento firmato il 2 giugno alimenta il dibattito nel mondo tech. Dall'energia nucleare al controllo federale dei modelli di IA, fino all'idea di uno Stato







