Cina e Russia raccoglierebbero già oggi enormi quantità di dati cifrati da decifrare con i futuri computer quantistici. Una minaccia che mette a rischio segreti nucleari, intelligence e proprietà intellettuale per i prossimi decenni

Dopo il nucleare, la microelettronica, Internet e l’Intelligenza artificiale, sarà il quantum la tecnologia destinata a ridefinire gli equilibri strategici del XXI secolo. È questa la tesi sostenuta da Anne Neuberger, già vice consigliere per la Sicurezza nazionale degli Stati Uniti dal 2021 al 2025 e oggi General Partner e Head of Global Affairs di Andreessen Horowitz, nonché Distinguished Fellow della Stanford University, in un’analisi pubblicata su Foreign Affairs. Neuberger sottolinea come le tecnologie quantistiche non rappresentino soltanto una nuova frontiera scientifica, ma una vera e propria questione di sicurezza nazionale, destinata a trasformare la protezione delle informazioni, la superiorità militare e la competizione geopolitica tra le grandi potenze.

Il potenziale dirompente del quantum deriva dalla capacità di sfruttare le proprietà della meccanica quantistica per compiere operazioni impossibili per i computer tradizionali. L’applicazione più nota riguarda il quantum computing, che promette di risolvere in tempi estremamente ridotti problemi matematici oggi considerati praticamente insormontabili. Una prospettiva che mette direttamente in discussione l’intero sistema di crittografia su cui si fondano Internet, le comunicazioni governative, le transazioni finanziarie e gran parte delle infrastrutture critiche. Secondo le stime riportate nell’articolo, un supercomputer tradizionale impiegherebbe centinaia di migliaia di miliardi di anni per violare una comune chiave di cifratura Rsa a 2048 bit, mentre un computer quantistico sufficientemente avanzato potrebbe teoricamente riuscirci in meno di otto ore.