Il quantum cinese non è più solo limitato al laboratorio, e Pechino ha già una rete operativa con satelliti dedicati e due record mondiali nell’ultimo anno. E se gli Usa mantengono il primato nella ricerca di base, il distacco si riduce più velocemente del previsto

L’avanzata della Cina nel campo delle tecnologie quantistiche sembra spingersi ben oltre la ricerca di laboratorio, assumendo una dimensione sempre più concreta e quindi strategica. Lo evidenzia bene Sunny Cheung in un’analisi pubblicata da Jamestown Foundation, stressando il fatto che Pechino abbia ormai conquistato un vantaggio significativo nelle comunicazioni quantistiche sicure, mentre gli Stati Uniti mantengono ancora la leadership nei principali indicatori della computazione quantistica. Anche se questo divario si sta riducendo rapidamente. Per il Partito comunista cinese le tecnologie quantistiche rappresentano uno strumento essenziale per superare i colli di bottiglia tecnologici causati dalle restrizioni occidentali e rafforzare la competitività industriale e militare del Paese. Non a caso, la rivista teorica Qiushi ha recentemente definito il settore di “incommensurabile importanza strategica”, sottolineando come possa contribuire a risolvere il problema della dipendenza tecnologica dall’estero.