Immaginate di accompagnare vostro figlio a scuola e ricevere poco dopo una telefonata della maestra che vi informa che si è sentito male. Mal di testa, sangue dal naso, persino svenimenti. La causa? Il caldo estremo.È quello che succede quotidianamente in una scuola elementare vicino a Madrid, in Spagna, dove alunni di 5-6 anni sono costretti a seguire le lezioni in aule in cui le temperature nelle ore più calde del giorno possono arrivare a toccare i 36°C.

I bambini raccontano che persino la mensa, che ogni giorno serve un totale di 600 alunni divisi in due turni, è diventata invivibile. Anche qui, infatti, le temperature superano nettamente i 30 gradi: «l'alternativa è non mangiare», raccontano.Una situazione che all'apparenza può sembrare paradossale, considerando che l'edificio, dotato di più di venti classi divise tra materna e elementari, è stato ristrutturato solo nel 2024. I lavori sono stati effettuati nel pieno rispetto del codice termico di edilizia e hanno portato anche all'implementazione di un sistema di isolamento. Tuttavia qualcosa che manca c'è: il sistema di climatizzazione degli ambienti interni, non menzionato tra gli obblighi di legge.La denuncia dei genitori e dei sindacati Il caso della scuola elementare pubblica Héroes del dos de mayo di Colmenar Viejo è stato portato all'attenzione delle autorità dopo le molteplici segnalazioni dei sindacati e dei genitori degli alunni che dal 2017 denunciano le condizioni in cui si trovano i loro figli. A maggio, servendosi di un laboatorio esterno, hanno fatto installare una serie di termometri in tutto l'edificio scolastico per registrare la temperatura nel corso delle giornate. I risultati che hanno ottenuto mostrano che in molte aule la temperatura media si aggira intorno ai 27 gradi, superando addirittura i 40 durante l'ultima ora di lezione.I genitori hanno così deciso di rivolgersi al tribunale dei minori, all'ispettorato del lavoro e della sicurezza sociale, chiamando i causa anche il comune e l'assessorato all'istruzione della comunità di Madrid. Quello a cui auspicano è che le istituzioni prendano provvedimenti per evitare che a settembre i loro bambini si ritrovino a fare lezioni in aule che somigliano ad un forno.Nel frattempo si è ricorso a misure drastiche: molti genitori hanno acquistato dei ventilatori per i loro figli, che litigano per sedersi nei posti più vicini all’aria fresca. «Non ci permettono di cambiare posto, nemmeno se il sole mi batte sulla schiena tutto il giorno» racconta una bambina di prima elementare.I casi precedenti Quello che accade nella scuola pubblica Héroes del dos de mayo non è un caso isolato in Spagna. A denunciarlo anche Equitat.org, fondazione che si batte per garantire il diritto a un'istruzione di qualità. Lo studio da loro condotto ha evidenziato come il mancato adeguamento delle strutture scolastiche costringa «migliaia di bambini, ragazze e docenti a studiare e lavorare in spazi dannosi per la salute, il benessere e l'apprendimento».Già nel 2023 alle Canarie, le autorità locali avevano indetto una sospensione delle lezioni a causa delle frequenti emergenze causate dal caldo insopportabile. A partire da quest'anno sono state introdotte nuove misure per sospendere le lezioni in aula durante le ore più calde, evitando di esporre i minori e il personale scolastico a rischi causati dalle alte temperature.Anche a Murcia una scuola si è vista costretta a sospendere le lezioni a giugno perché la temperature nelle aule avevano raggiunto i 36 gradi. Lo stesso è accaduto a Bilbao, dove molti bambini sono svenuti a causa del caldo. Qui l'alternativa proposta consisteva nel spostare le lezioni nei cortili dei complessi scolastici.Le conseguenze di questo fenomeno si possono quantificare se diamo un'occhiata ai numeri: solo in Catalogna, 1.220 edifici scolastici su 2.500 non sono stati ristrutturati seguendo i criteri di adattamento climatico. Un trend che secondo Equitat.org andrà sempre più a peggiorare, considerando che a partire dal 2030 i giorni in cui le temperature supereranno i 27°C saranno in media 43, a seconda dei territori e delle strutture.La protesta degli insegnanti La vicenda ha visto anche la partecipazione degli insegnanti, con scioperi in tutta la Spagna. A Valencia sono scesi in piazza mostrando cartelli con la scritta “20 gradi negli uffici, 27 in strada, 35 in classe” per chiedere un piano che riesca a garantire all'interno delle aule scolastiche delle temperature sopportabili. Per placare le proteste, il presidente della generalitat ha promesso investimenti di 140 milioni di euro destinati all'installazione di impianti di climatizzazione negli edifici scolastici.Cosa dice la legge Sul tema, al momento in Spagna esiste una legge (il decreto reale 486 del 1997) che protegge i lavoratori nei casi di caldo anomalo stabilendo standard minimi di sicurezza. Si tratta tuttavia di una norma che tutela solo i docenti, escludendo gli alunni in quanto considerati “non lavoratori”.A chiarire la necessità di introdurre una norma che salvaguardi la salute dei bambini è stata l'associazione spagnola di pediatria, la quale ha precisato che superati i 26°C in aula si registrano ricardute sull'apprendimento degli studenti: la comprensione del testo peggiora, faticano a ricordare e a mantenere l'attenzione. Con l'arrivo del caldo in Spagna le famiglie continuano la loro battaglia insieme alle istituzioni, agli insegnanti e ai sindacati con la speranza che episodi del genere non si verifichino più in futuro. Eppure, per ora, non sembra esserci aria di cambiamento.