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Filippo Di Biasi, Alessandro Fulloni, Paolo Virtuani
In Italia 5 morti. In Spagna 108 vittime, in Francia gli annegati salgono a 42. Uffizi, condizionatori fuori uso: stop alla vendita dei biglietti. Esami, allarme di prof e famiglie
L’emergenza caldo sta presentando un conto pesantissimo in tutta l’Europa occidentale. Le temperature record in Gran Bretagna, Francia e Belgio, hanno provocato in Spagna, da sabato, 108 vittime. Dal 18 giugno in Francia sono morte 42 persone, tutte per annegamento, gente che cercava refrigerio in fiumi, canali e laghi e che a un certo momento si è trovata in difficoltà, annaspando in acqua. Un numero che comprende il bimbo di sei anni affogato in mare a Bègles, nella Gironda. In Italia i decessi sono almeno cinque. A quello di martedì di un bracciante 57enne trovato senza vita in campagna nel Lodigiano, vanno aggiunti quelli di un 61enne che lavorava in vigna nel Piacentino, di un operaio 58enne in un impianto idrico nel Padovano, di un clochard indiano, 57 anni, che si è accasciato su un muretto in centro a Napoli e infine di un 56enne che ha avuto un malore davanti alla tomba dei genitori al cimitero di Garlasco. Ma forse il caldo-record c’entra anche con le morti di un turista 87enne che ha avuto un malore sulla battigia di Giulianova e di un giovane nordafricano annegato nel Mincio a Peschiera.











