Il caldo torrido paralizza mezza Europa. In Francia, dove la giornata del 23 giugno è stata la giornata più calda mai registrata da quasi 80 anni con una media di 29,8 gradi, in meno di una settimana hanno perso la vita per annegamento 42 persone. Le ultime due vittime sono un ragazzo e un bambino di sei anni. La Spagna è arrivata a 45 °C, mentre in Gran Bretagna in molte regioni ci sono scuole chiuse e si raccomanda alla popolazione di evitare gli spostamenti. L’esercito ha persino annullato le operazioni cerimoniali, tra cui il cambio della guardia a Buckingham Palace, a Londra e a Windsor. Oggi e domani le temperature potrebbero raggiungere i 40° in alcune zone dell’Inghilterra e del Galles, a causa di una ‘cupola di calore’ che si sta spostando sull’Europa occidentale e che sta portando condizioni estreme in tutto il continente. Durante il picco dell’ondata di calore, la temperatura potrebbe avvicinarsi al record assoluto del Regno Unito di 40,3°, misurato nel Lincolnshire nel luglio 2022. Non a caso, “Londra sta cuocendo” è la frase pronunciata ieri dal segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, in occasione dell’apertura della London Climate Action Week, l’incontro annuale che riunisce politici, rappresentanti dell’industria e ong ambientaliste nella capitale britannica. Anche in Germania i 40 gradi previsti per venerdì dovrebbero rappresentare il record di caldo per giugno. Valori che, secondo l’Oms, rappresentano un’emergenza sanitaria per l’Europa, dopo il caldo negli ultimi 4 anni che ha causato oltre 200mila decessi.