Trentasei gradi a Londra. Non all’ombra, ma proprio nella capitale del Regno Unito, dove, esattamente come in Francia e in Spagna, si parla del giugno più caldo di sempre. Addirittura il Met Office, il servizio meteorologico nazionale, ipotizza che nelle prossime ore si possa arrivare anche a 39 gradi, mentre migliaia di scuole sono state chiuse. Il blocco Omega, il nome dato alla bolla di alta pressione africana che sta assediando l’Europa Occidentale da 12 giorni, si sta lentamente spostando a Est e si prevede che temperature estreme, poco sotto i 40 gradi, vadano a interessare perfino Berlino e Varsavia.
Assedio
E l’Italia? La situazione si sta aggravando e giorno dopo giorno sta aumentando il numero delle città a cui il ministero della Salute assegna il “bollino rosso”: oggi sono 17 (Ancona, Bari, Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Frosinone, Latina, Milano, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Venezia, Verona e Viterbo), domani diventeranno 18 perché si aggiungerà anche Genova. Oggi si svolgerà un vertice al Ministero della Salute. Spiega il ministro Orazio Schillaci: «C'è grande attenzione. Abbiamo un decalogo con delle indicazioni chiare. Dobbiamo tutelare le persone più fragili, gli anziani ed i bambini». Sono stati segnalati cinque decessi in cui potrebbe avere avuto un ruolo il grande caldo: un operaio 58enne è morto in provincia di Padova probabilmente per un colpo di calore; un uomo di 61 anni si è sentito male ed è morto a Piacenza mentre lavorava dalla mattina nella vigna; un malore al cimitero di Garlasco (Pavia) ha ucciso un 56enne davanti alla tomba dei genitori; a Napoli è stato trovato senza vita un clochard; un turista 87enne marchigiano è morto in spiaggia sul lungomare di Giulianova (Teramo). Le temperature più alte vengono segnalate a Torino, Firenze e Bologna (sopra i 36 gradi), ma, secondo il Consorzio Lamma-Cnr, in alcune località della Toscana e della Pianura Padana il termometro ha superato la soglia dei 41 gradi. L’ondata di calore da domani si sposterà anche a Sud. Spiega Gianni Messeri, meteorologo del Consorzio Lamma-Cnr: «Finora il meridione è stato praticamente risparmiato dal caldo afoso. Da venerdì si apre una fase nuova, con temperature estreme anche in quelle zone, pur mantenendosi elevate al Centro-Nord». Ieri pomeriggio a Firenze sono stati limitati gli accessi agli Uffizi. Cosa è successo? L’impianto di condizionamento dell’aria del museo funzionava male, per questo è stato contingentato l’ingresso dei visitatori. Interrotta la vendita dei biglietti. Oggi si dovrebbe tornare alla normalità. A Roma, da stamattina, sarà sperimentata l’installazione di impianti di nebulizzazione in via dei Fori Imperiali e nei pressi del Colosseo per ridurre i disagi dei numerosi turisti presenti in città. C’è poi la situazione molto difficile delle scuole con gli esami di maturità in corso. «Abbiamo casi di ragazzi che collassano in classe» viene raccontato. «Le condizioni in cui si stanno affrontando le prove di maturità in diversi istituti sono insostenibili. Serve un piano per munire le scuole di impianti di climatizzazione, e non parlo soltanto degli istituti superiori: i medesimi problemi si avvertono ovunque, a partire dall’infanzia che prosegue fino a fine giugno» dice il presidente nazionale di Dirigentiscuola, Attilio Fratta. A Bologna, il Comune ha distribuito 42 condizionatori mobili a nidi e scuole per l’infanzia, presto ne saranno consegnati altri. A Livorno, il sindaco ha deciso che fino al termine dell’anno scolastico, dunque fino al 30 giugno, i «servizi educativi e scolastici comunali 0-6 anni effettueranno un orario ridotto, con uscita anticipata nella fascia oraria compresa tra le 12 e le 13.30». L’assedio dell’ondata di calore sta unendo l’Europa e mettendo in difficoltà anche le aree più a Nord che, fino a qualche anno fa, non dovevano combattere con questo tipo di problemi, quanto meno non con questa gravità. Non a caso ora in Francia si sta dibattendo sulla diffusione dell’aria condizionata, meno utilizzata rispetto all’Italia anche per una diffidenza di tipo ideologico. Non solo: il ministro del Lavoro, Jean-Pierre Farandou, ha aperto all’ipotesi di consentire di indossare i bermuda anche negli uffici in una Parigi in cui si prevede il picco di 41 gradi: «Ci sono bermuda e bermuda, se è un bel bermuda, di buona fattura, con una bella camicetta e scarpe a tono, penso che sia assolutamente possibile». Chissà se anche questa sarà la “nuova normalità”. Sia in Francia sia nel Regno Unito continua la riduzione del traffico ferroviario a causa del caldo estremo. Afp ha calcolato che sono 94 milioni gli europei che convivono con temperature superiori ai 35 gradi (soprattutto in Francia e Spagna), mentre oltre 350 milioni di persone (i due terzi della popolazione) sono esposti a temperature superiori ai 30. Dice il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus: «L’ondata di caldo in Europa sta mettendo a rischio la salute delle persone».













