Il Piano Casa ha incassato il primo sì dal Parlamento: l"Aula della Camera ha approvato la questione di fiducia al ddl con 168 sì (Futuro Nazionale di Vannacci ha votato contro).
Il testo passa così all"esame del Senato, dove dovrà essere convertito in legge entro il 6 luglio.
Il tempo stringe per concludere l"esame delle Camere del programma, messo in piedi dal governo Meloni per contrastare l"emergenza abitativa in Italia, che conta su circa 10 miliardi di investimenti pubblici nei prossimi dieci anni e si basa su tre principali pilastri: il recupero dell"edilizia residenziale pubblica esistente, lo sviluppo dell"housing sociale e l"attivazione dei capitali privati con l"edilizia integrata.Rispetto alla versione originaria del provvedimento, quella licenziata dal consiglio dei ministri del 30 aprile, sono state apportate diverse modifiche suggerite da operatori del sistema e rappresentati locali.
Nello specifico, nel corso dell"esame a Montecitorio, come anticipato da MF-Milano Finanza, è stata eliminata la «corsia preferenziale» per i fondi stranieri.
Nella versione originaria del testo (comma 7 dell"articolo 9) si prevedeva che le agevolazioni urbanistiche e volumetriche per investimenti privati inserite all"interno del decreto fossero riservate alla fetta di edilizia convenzionata (almeno il 70%) solo di progetti superiori a un miliardo di euro nonché provenienti dall"estero.










