Il Piano casa è diventato legge con il voto del Senato, che ha approvato la questione di fiducia con 106 a favore e 62 contrari. All’interno ci sono misure che prevedono la riqualificazione di 60mila case popolari (con un commissario ad hoc), ma anche agevolazioni per i privati che costruiscono alloggi con affitti ribassati. Ecco quali sono le prossime tappe.

L’Aula del Senato ha approvato la fiducia chiesta dal governo sul Piano casa. Il decreto, così, è stato ufficialmente convertito in legge. I sì sono stati 106, i no 62 e gli astenuti due. Il testo non è stato cambiato dopo il via libera della Camera una settimana fa, quindi i contenuti restano gli stessi. "Dalle parole ai fatti", ha festeggiato Giorgia Meloni sui social, pubblicando un video sulle diverse occasioni in cui aveva annunciato un piano casa. Ora, però, resta da vedere come il governo metterà in pratica il decreto.

Tra le promesse da mantenere c'è il recupero di 60mila case popolari – entro un anno, secondo la tempistica annunciata da Matteo Salvini – che prevede già la nomina di un commissario ad hoc. Ma anche la nascita di un fondo dedicato a raccogliere le risorse pubbliche per finanziare nuovi interventi, e numerose agevolazioni per i privati che si impegnano a costruire case e metterle, almeno in parte, in affitto o in vendita con prezzi calmierati. 60mila case popolari da recuperare in un anno Una delle questioni su cui il governo ha puntato di più è quella delle case popolari. La stima dell'esecutivo è che ci siano circa 60mila abitazioni che sono già esistenti, ma non possono essere assegnate alle famiglie che ne avrebbero bisogno perché, per una serie di ragioni, non sono a norma. Bisognerà quindi effettuare gli interventi necessari per riqualificarle e renderle nuovamente utilizzabili.