Il piano casa del governo è legge. Annunciato al Meeting di Rimini l'estate scorsa da Giorgia Meloni come "una delle priorità" dell'esecutivo, ottiene l'ok definitivo al Senato. Nessuna modifica rispetto al testo della Camera, perché arrivato in Aula senza mandato al relatore e perché blindato dal voto di fiducia. Passa con 106 sì, contrarie tutte le opposizioni.

L'impegno della premier, allora, era per "un grande piano casa a prezzi calmierati per le giovani coppie, perché senza una casa è più difficile costruirsi una famiglia", disse dal palco di Cl. Oggi a voto concluso, Meloni ricorda quelle parole in un video sui social, e altre sue dichiarazioni successive, e sintetizza orgogliosa: "Dalle parole ai fatti".

Il decreto - che è frutto dell'iniziativa della presidente del Consiglio e del suo vice Matteo Salvini, avendo lui la delega sulla casa - stanzia 10 miliardi di euro per coinvolgere il settore privato nella realizzazione di immobili di edilizia integrata. Saranno destinati a giovani coppie, studenti e lavoratori fuori sede, separati e persone che non riescono a sostenere i prezzi di mercato pur non avendo un Isee basso.

Poi in Parlamento, si è deciso di allargare la platea dei beneficiari a insegnanti, personale sanitario e forze dell'ordine. Parallelamente, il decreto punta ad avviare un piano straordinario di ristrutturazioni e manutenzioni su 60 mila alloggi di edilizia pubblica, attraverso procedure accelerate e semplificazioni amministrative. Successivamente saranno messi in vendita o in affitto a prezzi più bassi di almeno il 33% rispetto a quelli di mercato. Individuare le case su cui intervenire sarà compito dell'architetto Felice Squitieri, da poco nominato commissario straordinario per il Piano casa. Resterà in carica fino al 31 dicembre 2027 e potrà operare con ordinanze in deroga, confrontandosi con enti locali e società pubbliche in un'apposita cabina di monitoraggio.