Meloni: "Dalle parole ai fatti". Salvini: "Ora fare in fretta". Per aumentare l'offerta di abitazioni in gioco 10 miliardi
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Con il via libera definitivo del Senato il Piano Casa del governo Meloni è pronto a diventare legge. L'Aula di Palazzo Madama ha confermato la fiducia posta dall'esecutivo con 106 voti favorevoli, 62 contrari e due astenuti, dopo il precedente sì della Camera. Al voto ha preso parte anche il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, tra i principali promotori del provvedimento insieme alla presidente del Consiglio.A esultare è stata per prima Giorgia Meloni che sui social ha commentato: «Il Senato approva in via definitiva il Piano Casa: dalle parole ai fatti», accompagnando il messaggio con un video che ripercorre alcuni dei suoi interventi dedicati alla riforma. Soddisfatto anche il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, che davanti ai cronisti ha sottolineato: «Sono molto contento perché, dopo anni di chiacchiere e avere più di 60mila case pubbliche oggi vuote, avere i soldi, il personale e la legge che permette di sistemarle nell'arco di pochi mesi, non di qualche anno e di restituirle a chi è in lista d'attesa da tanti anni in tutta Italia, è qualcosa che mi rende orgoglioso. Adesso bisogna correre». Sulla stessa linea il ministro per gli Affari Ue Tommaso Foti, secondo cui «il governo Meloni ha reso concreto il diritto alla casa, trasformando gli impegni in risultati». Foti ha ribadito che l'obiettivo è «realizzare circa 100mila alloggi nell'arco di dieci anni con un investimento di 10 miliardi di euro», ponendo particolare attenzione alle famiglie più fragili e ai lavoratori che, pur avendo un impiego, non riescono ad acquistare un'abitazione.Il decreto punta infatti a mitigare la crisi abitativa intervenendo sia sul patrimonio pubblico sia sulla nuova edilizia sociale. Il primo asse prevede il recupero di circa 60mila case popolari oggi inutilizzabili perché necessitano di lavori di manutenzione e ristrutturazione, attraverso la nomina di un commissario straordinario e il coinvolgimento di Invitalia come soggetto attuatore. Viene inoltre istituito il Fondo Housing Coesione, gestito da Invimit, destinato a convogliare risorse nazionali ed europee per sostenere programmi di edilizia sociale, rigenerazione urbana e recupero degli immobili pubblici.













