La telefonata nel cuore della notte, la corsa verso il luogo dell’incidente e poi una scena che nessun genitore dovrebbe mai trovarsi davanti. Maurizio, padre di A.L., una delle ragazze sopravvissute al tragico incidente di Senago (Milano) nel quale hanno perso la vita tre giovani, ripercorre le ore più drammatiche della sua vita mentre la figlia è ricoverata all’ospedale Niguarda, dove viene sottoposta a un intervento chirurgico per una frattura a una vertebra. In una intervista a Repubblica il racconto di un giorno che vorrebbe dimenticare. La chiamata arriva all’alba di domenica, intorno alle 4.30. Dall’altra parte del telefono la notizia di un grave incidente stradale che coinvolge alcuni ragazzi. L’uomo parte immediatamente senza sapere quali condizioni troverà una volta arrivato sul posto.
Quello che vede al suo arrivo è uno scenario devastante. “Ho dovuto scansare il corpo di un ragazzo. Non sapevo chi fosse. In quel momento ho pensato che potesse essere mia figlia”. Sono attimi di angoscia e confusione. Tra i mezzi di soccorso, i lampeggianti e il caos seguito allo schianto, il padre cerca disperatamente notizie della ragazza. Solo pochi minuti dopo riesce a individuarla. La trova all’interno di un’ambulanza. È viva, ma ferita e sotto shock. Ha forti dolori alla schiena e al bacino ed è completamente bagnata dopo essere riuscita a uscire dall’auto finita nel canale.












