di

Virginia Nesi

Marco Paradiso, tra i primi a intervenire: «In nove in un’auto? Vero. Ma le ragazzate a 18 anni si fanno, non buttiamo le colpe addosso a loro»

Marco Paradiso fatica a mettere a fuoco i flash. Continua a pensare a che cosa è successo ieri, alle cinque di mattina, tre minuti dopo essere montato in auto per andare al lavoro. Dopo la curva, si accorge di qualcosa di anomalo nelle acque del Villoresi. C’è una macchina ribaltata; una ragazza e un ragazzo al centro del veicolo che tentano di aggrapparsi; altri tre che sostano sulla riva del canale e provano a salire.

Paradiso sente le urla e si ferma. È lui una delle prime persone a intervenire sul luogo dell’incidente che è costato la vita a Camilla Copparoni, Lorenzo Benin e Riccardo Provasi, tutti 17enni. Racconta al Corriere: «I ragazzi sulla riva mi avvertono che oltre a loro, ce ne sono almeno altri due intrappolati sott’acqua. Sulla macchina, la ragazza grida: “Aiuto, aiuto! Forse mi sono rotta la schiena”. Il ragazzo con lei non si muove».