“Durante il tragitto per tornare a casa abbiamo detto più volte a Gabriele di rallentare, sino a quando, arrivati a una curva stretta, andava dritto e finivamo con l’auto ribaltata nel canale pieno d’acqua”. È il punto di partenza comune delle versioni raccolte dagli inquirenti sull’incidente costato la vita a tre 17enni a Senago, mentre emergono nuovi elementi che fotografano la dinamica e le ore successive alla tragedia. Quel viaggio di ritorno dalla discoteca, dove si era festeggiato un 18° compleanno, si è spezzato in un tratto di strada stretto e buio, dove secondo i racconti dei sopravvissuti tutto sarebbe cambiato in pochi secondi.
Gabriele è il 19enne per cui oggi verrà chiesta la convalida dell’arresto e che si trova ora nel reparto “protetti” del carcere di San Vittore, sotto costante osservazione. È assistito dall’avvocata Martina Isella e dovrà ricostruire la sua versione davanti al giudice dopo l’interrogatorio: è accusato per omicidio stradale plurimo e pluriaggravato perché da neopatentato avrebbe dovuto avere un tasso alcolemico pari a zero e il primo test ha dato esito positivo e ben oltre qualsiasi soglia. Ma prima, sarà necessario attendere l’autopsia sulle vittime — Lorenzo Benin, Camilla Copparoni e Riccardo Provasi — e gli atti già raccolti dai carabinieri.










