C’è una Calabria che parte, lavora in silenzio, cresce figli lontano da casa e poi, a distanza di decenni, si ritrova dentro la storia politica di un altro Paese. Come classe dirigente. È la Calabria di Luigi Pantisano, 46 anni, nato a Waiblingen, vicino Stoccarda, da genitori originari di Cariati Marina, oggi nuovo co-presidente della Linke, la sinistra tedesca nata nel 2007 dalla fusione tra la Pds, erede della Sed della Germania Est, e la Wasg, la costola sindacale che ruppe con la Spd dopo le riforme del lavoro di Gerhard Schröder.
Pantisano è stato eletto al congresso federale di Potsdam. Non era una candidatura qualsiasi: era il passaggio di consegne dopo la stagione di Jan van Aken, il dirigente che aveva contribuito a riportare in alto un partito dato quasi per finito, precipitato nei sondaggi e poi tornato a parlare a una parte della Germania sociale, urbana, giovanile e operaia. Il risultato, però, racconta anche una leadership che nasce già dentro una tensione: Pantisano, candidato unico, ha ottenuto poco più della metà dei voti dei delegati, mentre Ines Schwerdtner, confermata alla copresidenza, ha raccolto un consenso molto più largo. Due percentuali diverse, nella stessa giornata, che dicono molto del momento della Linke: una forza in ripresa, ma non ancora pacificata.












