"Io sono un socialista". Su un palco del Brandeburgo, il socialista è Luigi Pantisano, 46 anni, figlio di genitori calabresi, e da oggi il primo italo-tedesco a diventare leader di un partito in Germania. La sinistra della Linke lo ha eletto infatti a Potsdam alla presidenza con un 53% di consensi. Un risultato molto magro, per la verità, che ha certamente guastato il sapore della festa. Anche a causa di un discorso piuttosto debole, criticato a stretto giro da alcuni analisti.

L'architetto nato a Weiblingen, nel Baden-Wuerttemberg, ha attaccato Friedrich Merz e i socialdemocratici senza mezzi termini, promettendo di riconquistare il voto dei lavoratori: "Sono figlio di 'Gastarbeiter' (lavoratori immigrati, ndr) di famiglia italiana. I miei genitori hanno lavorato duramente per permettere a me e ai miei fratelli un futuro migliore. Ho imparato da loro a combattere", ha scandito con orgoglio senza tuttavia riuscire davvero a trascinare la platea degli oltre 500 delegati riuniti nel Brandeburgo. Al suo fianco Ines Schwerdtner, confermata alla copresidenza con l'86%. "Merz vuole solo rendere ancora più ricchi i suoi amici ricchi. E i socialdemocratici non fanno altro che collaborare", ha esordito nel presentare la sua candidatura.