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Bianca Pitzorno

L'autrice finalista allo Strega: «Ci giudicate per l'aspetto ma il problema è il nostro coraggio»

L’Italia ha avuto un unico Premio Nobel per la narrativa (gli altri cinque per la Letteratura erano poeti o commediografi), e l’ha vinto Grazia Deledda cento anni fa: ci saremmo aspettati che nelle tracce dell’esame di maturità Deledda fosse in qualche modo ricordata. E invece niente. Una dimostrazione di più che per gli italiani la scrittura delle donne ha poca importanza. O forse viene vissuta come minacciosa? Specie se la donna che si azzarda a scrivere è nubile, non ha un uomo al suo fianco, quindi si suppone che non conosca gli uomini, o forse è risentita perché nessun uomo l’ha voluta, nessun maschio l’ha giudicata attraente. Perché sono gli uomini che decidono se una donna è bella o brutta. Ma cosa c’entra l’aspetto col saper scrivere bene, avere una visione del mondo profonda e saperla esprimere in modo artistico, saper ragionare e, nella vita pubblica, avere delle opinioni e sostenerle? C’entra, c’entra. Cosa ci si può aspettare di buono infatti da una persona frustrata?

Scorrendo la mia pagina Facebook trovo alla data del 2 gennaio 2023 una mia protesta contro Vittorio Feltri che sul suo Twitter aveva scritto di Michela Murgia: «Non mi piace non per quello che dice o scrive ma perché è brutta come l’orco». Un mese prima aveva scritto, lodando in contrasto Giorgia Meloni: «E sapete perché la Murgia è così cattiva? Perché è brutta come una strega». Mi ero chiesta: «Ma cosa gli ha fatto la povera Michela?» (che nell’agosto dello stesso anno sarebbe morta, ma ancora non si sapeva che fosse così gravemente ammalata). Ovviamente quello che soprattutto non piaceva a Feltri erano le sue opinioni, ma riconoscerlo era per lui abbassarsi troppo. Ricordate cosa diceva ad Alice la Regina di Cuori nel romanzo di Lewis Carroll? «Tu non hai il diritto di pensare». Questo brutto vezzo di giudicare una donna che scrive non per il valore dei suoi testi ma per il suo carattere impetuoso e il suo coraggio di non rifuggire le polemiche, mascherato dal pretesto di un aspetto sgradevole, evidentemente è ancora in auge.