Il problema non è tanto la “bruttezza”, ma la non disponibilità di alcune donne a farsene un problema, ad accettare l’associazione tra norme estetiche dominanti e diritto di partecipazione alla vita pubblica. Dietro le polemiche sul Premio Strega e sulle frasi di Michele MariNel 1947 una vignetta satirica ritraeva Teresa Noce, deputata comunista all’Assemblea costituente, vestita da reginetta di bellezza con falce e martello sul costume, accompagnata dalla didascalia: «Miss Racchia». Prendere di mira l’aspetto fisico delle donne che si affacciano alla politica e alla vita pubblica è un fenomeno vecchio quanto la loro presenza in questi ambiti: risale almeno alle lotte per il suffragio femminile, e da allora non ha fatto che intensificarsi insieme al crescere del lPer continuare a leggere questo articoloSei già abbonato?Giorgia SerughettifilosofaGiorgia Serughetti è professoressa associata di Filosofia Politica all’Università di Milano-Bicocca. Ha scritto saggi su questioni di genere e teoria politica, con particolare attenzione a fenomeni migratori, sessualità, violenza contro le donne e movimenti femministi.