di
Natalia Distefano
«Violenta perché brutta». Reagisce Ciabatti, Mari nega e si scusa. A tre settimane dall’assegnazione del più importante riconoscimento letterario polemica per alcune frasi sulla scrittrice scomparsa
Le scorie della competizione letteraria, di solito ben dissimulate sotto gli algidi sorrisi di circostanza negli eventi pubblici, sono esplose tra due finalisti del Premio Strega — a sorpresa giovedì scorso, 18 giugno — nel chiuso di un pulmino in viaggio per Bisceglie, una delle tante tappe del tour che sta portando la sestina di finalisti in giro per l’Italia. Non una discussione accademica sulle sorti del romanzo italiano, né una rissa su voti e complotti. Ma un durissimo scontro frontale su questioni estranee alla gara, che però rischia di lasciare strascichi pesanti sull’esito della finale, a meno di tre settimane dalla serata decisiva dell’8 luglio, in piazza del Campidoglio a Roma.
Al centro della violenta lite il favorito di questa edizione: Michele Mari, capofila con I convitati di pietra (Einaudi). Da quanto si apprende, durante il viaggio, mentre lo scrittore milanese dialogava con la collega Elena Rui (anche lei candidata con Vedove di Camus, L’orma) si sarebbe lanciato in giudizi offensivi e tranchant contro Michela Murgia (la scrittrice di Accabadora scomparsa il 10 agosto 2023) che avrebbero fatto infuriare Teresa Ciabatti, candidata allo Strega con Donnaregina (Mondadori). Giudizi feroci e sgradevoli, secondo quanto rivelato da alcuni passeggeri presenti: «Michela Murgia era intransigente e violenta, perché era brutta. E sfogava così la sua rabbia», avrebbe tuonato Mari. E ancora: «Con i suoi atteggiamenti aggressivi faceva pagare agli altri la sua bruttezza». Poi allargando il campo della sua invettiva, Mari avrebbe detto che «tutte le donne insoddisfatte e che non piacciono diventano rabbiose».










