Chi tocca Michela Murgia muore. Una lite privata tra scrittori sul pullmino del premio Strega diventa una questione di pubblica censura. Succede in Italia nel 2026. Come riporta il Corriere il favorito al prossimo Premio Strega, Michele Mari, durante una discussione con l’altra candidata allo Strega, Teresa Ciabatti, avrebbe insultato Michela Murgia sostenendo che la scrittrice sarda morta nel 2023: “Era intransigente e violenta perché brutta, così sfogava così la sua rabbia”. Pensate, le parole sono estrapolate da una conversazione privata che Mari avrebbe tenuto sul pullmino che porta in allegra gita letteraria i sei candidati al Premio Strega 2026 in giro per l’Italia prima della finale dell’8 luglio prossimo. Il fattaccio sarebbe accaduto il 18 giugno mentre il sestetto viaggiava verso Bisceglie. A far saltare il banco dai soliti convenevoli tra scrittori sarebbe stata una veemente intemerata di Mari contro la Murgia mentre stava parlando con l’altra candidata finalista Elena Rui. “Secondo quanto rivelato da alcuni passeggeri”- scrive il Corriere – Mari avrebbe detto: “Michela Murgia era intransigente e violenta, perché era brutta. E sfogava così la sua rabbia”. E ancora: “Con i suoi atteggiamenti aggressivi faceva pagare agli altri la sua bruttezza”. Infine: “tutte le donne insoddisfatte e che non piacciono diventano rabbiose”. La ricostruzione dal van Strega continua perché a ribattere a Mari sarebbe stata Teresa Ciabatti, amica della Murgia: “Le tue considerazioni sono inaccettabili e sono parole che mi fanno molto male”.