Michele Mari rischia di essere escluso dal Premio Strega 2026 a seguito delle parole pronunciate su Michela Murgia durante una conversazione privata con una collega, che hanno fatto infuriare Teresa Ciabatti. La Fondazione starebbe valutando provvedimenti a seguito dell’accaduto.

L'eco delle dichiarazioni di Michele Mari su Michele Murgia risuona ancora nelle stanze della cultura, i cui frequentatori sono più silenti che mai in vista dell'assegnazione del Premio Strega 2026 che si terrà l'8 luglio in Piazza del Campidoglio a Roma. Un silenzio che fa riflettere anche sulla natura di quanto è emerso nelle scorse ore e che rischia di far cadere per lo scrittore milanese la possibilità di aggiudicarsi il prestigioso riconoscimento letterario. Al momento, infatti, la decisione finale spetta ai vertici della Fondazione Maria e Goffredo Bellonci che organizza il premio.

I provvedimenti della Fondazione Bellonci dopo le parole di Mari Stando a quanto riportato dal Corriere della Sera, Giovanni Solimine e Stefano Petrocchi, rispettivamente presidente e direttore della Fondazione Maria e Goffredo Bellonci, starebbero meditando sul da farsi. Dopo la diffusione dello scambio privato avvenuto in quel di Bisceglie tra Michele Mari e Teresa Ciabatti, che aveva come argomento Michela Murgia, sul cui conto sono state pronunciate parole nient'affatto lusinghiere dallo scrittore, la Fondazione aveva fatto sapere: "ogni espressione denigratoria e ogni giudizio lesivo della dignità delle persone incompatibili con lo spirito del Premio Strega". Un modo sottile per prendere le distanze con quanto dichiarato da Mari che, probabilmente, ci si sarebbe aspettati rinunciasse di sua sponte alla partecipazione al concorso letterario, ma ciò non è accaduto. Esistono, al momento, due opzioni. La prima è che l'autore ammetta di aver effettivamente pronunciato quelle parole, scusandosene pubblicamente, resterebbe così in lizza per il Premio; la seconda è che qualora quest'ammissione seguita da ammenda non dovesse verificarsi sarà la Fondazione a valutare dei provvedimenti. Possibile, quindi, che possa essere estromesso dalla premiazione, ma non è da escludere che si possa voler allontanare la persona, ma non la sua opera. Si tratterebbe del primo caso di questo tipo, dal momento che l'unico intellettuale a sottrarsi al concorso fu Pier Paolo Pasolini nel 1968, per sua scelta.