«Sulla stampa abbiamo letto che la Fondazione Bellonci starebbe valutando l'ipotesi di escludere Michele Mari dalla ottantesima edizione del Premio Strega. Questa eventualità non è consentita dal regolamento». Lo afferma in un comunicato la Fondazione Goffredo e Maria Bellonci, organizzatrice del Premio Strega, smentendo l’ipotesi di escludere lo scrittore Michele Mari dopo le polemiche scoppiate per le sue presunte frasi sessiste contro la scomparsa scrittrice Michela Murgia. La Fondazione aggiunge: il «regolamento prescrive che neppure l'autore, qualora abbia acconsentito a iscrivere la propria opera, possa ritirarsi dalla gara». «Abbiamo creduto doveroso prendere le distanze da quelle affermazioni. Ma ciò non ha alcun rapporto né con un giudizio di merito sui libri in gara né con la prosecuzione della stessa».
La decisione «La titolarità del Premio Strega, che la Fondazione gestisce con l'azienda Strega Alberti, appartiene - riferisce una nota - ai 460 Amici della Domenica, che propongono i libri candidati e determinano insieme alle altre componenti della giuria l'opera vincitrice» . Per questo non sono previste esclusioni. E poi, «cosa ancora più importante, perché il Premio è una competizione tra opere. Per questa ragione, il regolamento prescrive che neppure l'autore, qualora abbia acconsentito a iscrivere la propria opera, possa ritirarsi dalla gara».Le offese a Michela Murgia Mari, grande favorito di questa edizione con» I convitati di pietra» (Einaudi), è finito nella bufera per alcune frasi considerate sessiste e attribuitegli durante un viaggio con gli altri finalisti. L'episodio sarebbe avvenuto giovedì 18 giugno, durante una trasferta in Puglia. I sei candidati della sestina stavano raggiungendo Bisceglie a bordo di un pulmino nell'ambito del tradizionale tour che precede la proclamazione del vincitore, in programma l'8 luglio in piazza del Campidoglio, a Roma. Secondo alcune ricostruzioni raccolte da diversi presenti, la discussione sarebbe nata nel corso di una conversazione tra Mari e la scrittrice Elena Rui, anch'essa finalista con «Vedove di Camus» (L'orma). Nel corso dello scambio, lo scrittore avrebbe espresso giudizi particolarmente duri nei confronti di Michela Murgia, la scrittrice sarda scomparsa il 10 agosto 2023 dopo una lunga malattia. Le parole attribuite a Mari hanno immediatamente provocato la reazione di Teresa Ciabatti, anche lei in gara con «Donnaregina» (Mondadori) e legata da una profonda amicizia a Murgia. Secondo alcuni testimoni, Mari avrebbe sostenuto che l'autrice di «Accabadora» fosse «intransigente e violenta, perché era brutta. E sfogava così la sua rabbia». La discussione sarebbe poi degenerata quando il ragionamento si sarebbe allargato a considerazioni più generali sulle donne considerate insoddisfatte o non apprezzate dagli uomini (Mari avrebbe detto che «tutte le donne insoddisfatte e che non piacciono diventano rabbiose»). Frasi che Ciabatti avrebbe giudicato immediatamente «inaccettabili». La scrittrice, profondamente colpita anche sul piano personale per il rapporto che la legava a Murgia, avrebbe contestato con fermezza quelle affermazioni, dando vita a un acceso confronto all'interno del veicolo. Tra i presenti vi sarebbe stato anche Matteo Nucci, attualmente secondo nella classifica provvisoria dello Strega con «Platone. Una storia d'amore» (Feltrinelli).










