«Sulla stampa abbiamo letto che la Fondazione Bellonci starebbe valutando l’ipotesi di escludere Michele Mari dalla ottantesima edizione del Premio Strega. Questa eventualità non è consentita dal regolamento»: il comunicato della Fondazione è arrivato nella serata di domenica 21 giugno, dopo 48 ore di polemiche e tensioni per le frasi misogine che Michele Mari, favorito alla vittoria di questa 80esima edizione del premio, avrebbe pronunciato contro Michela Murgia nel van che trasportava i concorrenti in una tappa del loro tour di presentazioni nelle città italiane. Frasi che avrebbero provocato un litigio tra l’autore in gara con I convitati di pietra (Einaudi) e la scrittrice Teresa Ciabatti, arrivata quarta nella sestina con Donnaregina (Mondadori).
La notizia dei commenti di Mari, pronunciati nel pulmino in cui si trovava insieme a Ciabatti e ad altri due finalisti, Elena Rui e Matteo Nucci, è filtrata venerdì sera sulla stampa: a darne notizia era stata Repubblica. Secondo quanto riportato, l’autore avrebbe definito la scrittrice femminista sarda Michela Murgia “intransigente” perché “brutta”. Mari si è poi scusato per messaggio con Ciabatti – amica di Murgia, che è tra l’altro una delle figure presenti nel suo Donnaregina – e ha rilasciato anche una dichiarazione pubblica tramite il suo editore, affermando però di non aver mai commentato l’aspetto fisico di Murgia.










