Dopo le polemiche per le parole dello scrittore in una conversazione sul minivan con la collega Teresa Ciabatti, sarebbero poche le strade percorribili. L'ipotesi che Mari faccia come Pasolini nel 1968. Oppure la soluzione drastica, mai avvenuta finora nella storia del premio

Il Premio Strega entra nella sua settimana più scomoda nella sua storia. E Michele Mari, fino a pochi giorni fa indicato come il super favorito con i suoi 280 voti raccolti dai Convitati di pietra (Einaudi), rischia adesso un’uscita di scena che nella storia del premio non si era mai vista. A pesare sono le frasi pronunciate sull’aspetto fisico di Michela Murgia, scomparsa nel 2023, durante una conversazione a bordo del pulmino dei finalisti diretto a Bisceglie giovedì 18. Come ricostruisce il Corriere della Sera, Mari avrebbe definito la scrittrice «intransigente e violenta perché era brutta», aggiungendo che «con i suoi atteggiamenti aggressivi faceva pagare agli altri la sua bruttezza». La Fondazione Bellonci, che organizza il riconoscimento ed è presieduta da Giovanni Solimine e diretta da Stefano Petrocchi, sta valutando provvedimenti inediti, compresa la possibile estromissione dell’autore dalla competizione.