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Claudio Tadicini

La vicenda riguarda il dipendente di un'azienda metalmeccanica leccese, il cui comportamento secondo l'azienda «poteva provocare pregiudizio all’incolumità o alla sicurezza degli impianti». Per il giudice il provvedimento è stato «sproporzionato»

Una sigaretta accesa durante il turno di lavoro gli costa il licenziamento, ma per il Tribunale di Lecce la sanzione è eccessiva e ordina il reintegro del dipendente.

Lo ha stabilito il giudice del lavoro Luca Notarangelo, che ha dichiarato illegittimo il provvedimento nei confronti dell’uomo, dipendente di un’azienda metalmeccanica leccese, ritenendo il licenziamento «sproporzionato rispetto alla condotta contestata».