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La tifoseria organizzata del Messina ha voluto rendere omaggio a Igor Protti, indimenticato bomber che ha vestito la maglia giallorossa dal 1989 al 1992, con 31 reti nei tre campionati di Serie B disputati in riva allo Stretto. Sotto la rinnovata tribuna dello stadio Giovanni Celeste, teatro delle imprese di quello che i tifosi avevano ribattezzato «lo Zar», è apparso uno striscione dal messaggio eloquente: «Chi ha lottato non verrà mai dimenticato, ciao Igor». Un tributo della Gradinata Est all'attaccante scomparso a 58 anni dopo una lunga malattia.Lo striscione della Gradinata Est

Il messaggio, carico di affetto e riconoscenza, racconta il legame mai spezzato tra Protti e una città che lo ha amato per l'attaccamento alla maglia e per le emozioni regalate in campo. Resta uno dei calciatori più amati della storia recente biancoscudata: a Messina aveva trovato la consacrazione in Serie B, prima di una carriera che lo avrebbe portato sui palcoscenici più importanti del calcio italiano.

Il capocannoniere di tutte le categorie

Nato a Rimini nel 1967, Protti condivide con Dario Hübner il primato di capocannoniere in Serie A, Serie B e Serie C: un record che racconta la sua fame di gol e la capacità di segnare con ogni maglia. Dopo Messina vestì, tra le altre, quelle di Bari, Lazio e Napoli, per poi legarsi indissolubilmente al Livorno, di cui divenne capitano e bandiera, trascinandolo dalla Serie C alla Serie A; il suo numero 10 è stato ritirato dal club. Negli ultimi mesi aveva raccontato pubblicamente la malattia – un tumore al colon – trasformando la sua battaglia in un messaggio di speranza e di sensibilizzazione. Nel saluto preparato per i suoi cari e condiviso dalla famiglia aveva scritto: «Questo splendido viaggio, come ogni partita, è arrivato al fischio finale».Il lutto di Livorno e l'addio al Picchi