La morte di Igor Protti unisce città, tifoserie e società spesso divise da rivalità storiche. Lo “Zar”, scomparso a 58 anni dopo la malattia che lui stesso aveva raccontato negli ultimi mesi, lascia un vuoto profondo nel calcio italiano e soprattutto nelle due piazze che più di ogni altra hanno segnato la sua carriera e la sua vita: Livorno e Bari.

I messaggi più intensi arrivano proprio dalle due città di cui era diventato cittadino onorario e simbolo. Il Livorno, la squadra con cui visse gli anni più emozionanti della sua carriera e che lui stesso incarnava agli occhi dei tifosi, lo ha salutato con parole che raccontano il legame unico tra l’attaccante e la città amaranto: “Ci sono persone che appartengono ad una squadra. E poi ci sono persone a cui una squadra appartiene. Igor era Livorno”. Un omaggio che si chiude con un semplice “Ciao Igor”, sufficiente a riassumere l’affetto di un’intera comunità.

Da Bari, dove nella stagione 1995–96 conquistò il titolo di capocannoniere della Serie A diventando un idolo biancorosso, è arrivato un messaggio altrettanto commosso. “Oggi tutte le tue tifoserie piangono insieme”, ha scritto il club pugliese, ricordando “i tuoi gol, le tue corse sotto la curva, il tuo amore per questi colori” e salutandolo con il soprannome che lo accompagnò per tutta la carriera: “Addio Zar”.