Il mondo del calcio si è fermato. Igor Protti, l’indimenticato bomber e simbolo di una generazione, si è spento all'età di 58 anni. A dare il triste annuncio è stata la famiglia, attraverso un commovente messaggio scritto di suo pugno: "Questo splendido viaggio, come ogni partita, è arrivato al fischio finale. Difficile provare parole che possano spiegarlo, l’unica cosa che posso fare è ringraziare la mia grande e meravigliosa famiglia che ho adorato. Tutte le persone che mi hanno voluto bene e che mi sono state vicino, tutti i tifosi delle squadre nelle quali ho giocato per l’affetto e l’amore sempre dimostratomi e totalmente ricambiato. Sperando che sia un arrivederci e non un addio". Protti combatteva da quasi un anno contro una grave malattia, affrontata con la stessa tenacia che aveva sempre mostrato sul rettangolo verde.
Messina: l'incrocio del destino
Un capitolo imprescindibile della vita di Igor Protti è indissolubilmente legato alla Sicilia. Messina è stata la piazza che lo ha consacrato, il trampolino di lancio verso il grande calcio. Tra il 1989 e il 1992, l'attaccante ha vissuto tre stagioni in giallorosso, segnando 31 reti e stringendo un legame viscerale con la città. Come evidenziato nel documentario “Igor. L’eroe romantico del calcio”, la città dello Stretto è stata fondamentale: senza Messina, probabilmente, Protti non sarebbe diventato il giocatore e l'uomo che tutti hanno imparato ad amare. Qui, Protti ha trovato l’ambiente ideale per le sue caratteristiche umane, fatte di passione e viscerale attaccamento alla maglia. Le testimonianze raccolte nel film documentario confermano come il rapporto tra lui e Messina sia rimasto vivo nel tempo, un legame mantenuto attraverso amicizie autentiche che hanno superato le barriere del tempo e della carriera.










