“Ho paura del futuro, parto dal 3-0 per il tumore ma voglio rimontare”: con queste parole, l’estate scorsa, Igor Protti annunciava pubblicamente la sua malattia. Lo Zar, bomber di provincia, non ce l’ha fatta, è morto stanotte a 58 anni ma il coraggio con cui ha affrontato questo percorso doloroso non ha fatto altro che aumentare il già enorme affetto dei tifosi e degli appassionati di calcio nei suoi confronti. A dare l’annuncio della sua scomparsa è stata la sua famiglia, sui profili social dell’attaccante che ha lasciato una commovente lettera d’addio: ““Questo splendido viaggio, come ogni partita, è arrivato al fischio finale.Difficile provare parole che possano spiegarlo, l’unica cosa che posso fare è ringraziare la mia grande e meravigliosa famiglia che ho adorato. Tutte le persone che mi hanno voluto bene e che mi sono state vicino, tutti i tifosi delle squadre nelle quali ho giocato per l’affetto e l’amore sempre dimostratomi e totalmente ricambiato.Sperando che sia un arrivederci e non un addio”. Classe 1957, romagnolo, Protti ha segnato 257 gol in carriera, tanti nei club di provincia ma non solo. Capocannoniere in Serie A nel 1996 con la maglia del Bari, con 24 reti, tante festeggiate con il celebre “trenino”, è stato l’ultimo a segnare con la maglia numero 10 del Napoli in Serie A prima che venisse ritirata per Diego Armando Maradona. Omaggio che il Livorno nel 2005 aveva riservato allo stesso Protti, capace di trascinare i toscani dalla Serie C alla Serie A ma Igor due anni dopo aveva chiesto al club di dare la 10 a Tavano “perché tutti i giovani devono poter sognare di giocare con la maglia numero 10”.
Addio a Igor Protti, bomber di provincia: “Il mio splendido viaggio è arrivato al fischio finale”
L’ex attaccante, morto a 58 anni per un tumore, ha lasciato una lettera per i suoi fan: “Ringrazio la mia meravigliosa famiglia, le persone che mi hanno voluto…










