HomeRiminiCronacaL’ultima partita di Igor Protti. Rimini si inchina al suo bomber. Al ’Romeo Neri’ l’abbraccio allo ZarL’ex attaccante si è spento a 58 anni dopo una grave malattia: "Il mio non è un addio ma un arrivederci". Domani camera ardente allo stadio per il saluto dei tifosi. Le sue ceneri saranno disperse in mare. .L’ex attaccante si è spento a 58 anni dopo una grave malattia: "Il mio non è un addio ma un arrivederci". Domani camera ardente allo stadio per il saluto dei tifosi. Le sue ceneri saranno disperse in mare. .Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciTutto comincia con un pallone sotto braccio e i piedi che affondano nella sabbia. Quella di Igor Protti è una storia nata davanti al mare di Rimini nel 1967 e lì idealmente si chiuderà. La sua morte a 58 anni, dopo la battaglia contro il tumore, lascia il calcio italiano senza uno dei suoi ultimi eroi. Il ’Romeo Neri’, che domani aprirà le porte per l’ultimo saluto al campione prima della cremazione e della dispersione del ceneri in mare a Rimini, per lui non è stato solo uno stadio. È stato il nido in cui un ragazzo di 16 anni ha imparato a volare. Nel 1983, Protti è un adolescente che gioca con la leggerezza di chi non conosce ancora il peso del talento. Ha un passo breve e un istinto per il gol che non si impara nelle scuole di calcio: è un dono di natura. Quella stagione in serie C1 con il Rimini è il primo mattone di un percorso che nel 1985 lo porterà lontano dalla Romagna, verso Livorno, ma senza mai recidere il filo invisibile con la sua terra. Un legame profondo e sancito ufficialmente nel 2003 con il Sigismondo d’Oro, la massima onorificenza cittadina, conferita a Protti, che la definì il trofeo più pesante e dolce della sua intera bacheca.