«Da tifoso del Livorno questo è il primo giorno in cui non vorrei essere qui», dice commosso Cristiano Lucarelli a La Nazione, provando a raccontare lo stato d’animo dei 12mila che sabato 2 giugno hanno riempito l’Armando Picchi per dare l’addio a Igor Protti. L’ex bomber di Livorno, Bari e Lazio, scomparso venerdì mattina a 58 anni per un tumore al colon, è tornato un’ultima volta in quello è stato indelebile suo stadio. A Bari in contemporanea i tifosi lo hanno ricordato con una fiaccolata davanti al murales a lui dedicato.
ùIl feretro, posato su un carro funebre, ha compiuto un giro lento sotto gli spalti, fermandosi per quasi un’ora davanti alla curva nord. Come racconta il Corriere Fiorentino, lì è comparso uno striscione che ha riassunto il sentimento collettivo, «Ciao Igor, oggi salutiamo l’uomo prima ancora del calciatore. Solo chi ti ha vissuto ci può capire». A spiegarne il senso, riferisce La Nazione, ci ha pensato il capo ultrà Lenny Bottai: «Oggi abbiamo voluto commemorare l’uomo prima del calciatore, è questo che contraddistingue la nostra tifoseria, perché di grandi uomini come Igor in questa piazza ne abbiamo visti pochi e per questo a lui va il nostro abbraccio».
Gli omaggi dei compagni e il messaggio di Chiellini










