Il dibattito.20 giugno 2026 alle 00:20

Rimettere mano al Ppr a vent’anni dall’adozione è urgenza sentita un po’ da tutti, dalla Regione come dai sindaci dei territori che siano costieri o montani. L’incontro di ieri nell’auditorium dell’Isre fa emergere la necessità di aggiornare il piano paesaggistico che, nel tempo, non ha trovato l’applicazione sperata. L’assessore all’Urbanistica, Francesco Spanedda, sottolinea che appena il 12 per cento dei Comuni sardi ha adeguato il Puc al Ppr, ovvero 47 su 377. «È stato uno strumento importante per contrastare la speculazione delle coste. Ora vanno considerati fenomeni come il cambiamento climatico, le fonti rinnovabili, lo spopolamento», spiega Spanedda. «Bisogna guardare all’urbanistica dalle vette del Gennargentu anziché dal lato mare», auspica Daniela Falconi, sindaca di Fonni, delineando un approccio anche in un’ottica di sviluppo e di recupero delle zone incolte. Propone «una legge forestale per proteggere i boschi, ma soprattutto valorizzarli» coinvolgendo anche i Consigli comunali. Sullo sfondo circa 250 mila case vuote dei centri storici, nota dolente e visibile dello spopolamento dilagante. Lo richiama anche la sindaca di Dorgali, Angela Testone: «Servono risorse e bisogna incoraggiare i giovani a tornare nei nostri paesi».