Il sistema idraulico del Padule non esiste più e i comuni rivieraschi rischiano allagamenti futuri, vigileremo affinché la manutenzione annunciata venga fatta come si deve. È un po’ questo il sunto della presa di posizione dei proprietari terrieri del Padule dell’associazione Terra Nostra Unita a seguito dell’annuncio fatto dalla Regione riguardante i 300mila euro destinati all’area Palustre. "Abbiamo appreso dalla stampa locale che la giunta regionale – si legge nella lettera aperta dei proprietari – finalmente ha partorito la convenzione che permetterà di preservare e valorizzare il patrimonio unico del nostro amato Padule di Fucecchio, a cui noi ed i nostri soci proprietari, teniamo. Diciamo ciò, prima di leggere qualunque formale atto integrativo e/o modificativo della Delibera di Giunta n. 409 del 30/03/2026, alla quale tutti, ed i sindaci interessati in testa, si opposero con critica fermezza. Vogliamo rammentare agli amministratori, all’assessore Barontini, al sottosegretario Dika, del Presidente Giani, ai sindaci competenti, e al Consorzio 4 Basso Valdarno che ora servono i fatti".

Poi la presa di posizione vera e propria. "Siamo e saremo vigili e presenti sul territorio a verificare che quanto previsto sia eseguito in maniera soddisfacente e sopratutto come verranno impiegate le notevoli risorse stanziate di denaro pubblico. Infine ricordiamo altresì che il sistema idraulico di una delle più grandi casse di espansione naturale, costituita dal cratere del Padule di Fucecchio, è pressoché inesistente, e che a causa di ciò, i cittadini dei comuni rivieraschi rischiano la loro incolumità oltre alle tragiche conseguenze derivanti dalle precipitazioni atmosferiche".