E alla fine il memorandum di intesa i presidenti di Iran e Stati Uniti lo hanno firmato, seppur guardandosi da lontano. A Versailles il capo della Casa Bianca Donald Trump, pronto a presentare come una vittoria anche quello che per molti analisti è un vero fallimento strategico. A Teheran e con il volto più scuro, e sicuramente stanco, il suo omologo iraniano Masoud Pezeshkian. Reduce, il presidente riformista, con il suo paese dai 39 giorni di una guerra in cui sono morti circa 3.500 iraniani e importanti infrastrutture sono andate distrutte; da un cessate il fuoco pieno di incognite e di insidie per il perdurante conflitto tra l’alleato Hezbollah e Israele in Libano; dalla logorante opposizione interna a un percorso diplomatico che l’ala più belligerante percepiva come troppo compromissorio. Nessun incontro personale di alto livello per questa firma, nessuna bandiera nazionale né stretta di mano fra interlocutori pronti a dichiararsi reciproca fiducia davanti alle telecamere. È’ bastata una firma elettronica da remoto, stavolta. E da oggi l’accordo è in vigore, dando il via ai 60 giorni di tempo, eventualmente prorogabili, che Usa e Iran si sono dati per approdare a un accordo definitivo.
Memorandum Usa-Iran: un accordo da costruire, ma intanto Teheran incassa la sua 'vittoria strategica' - Valigia Blu
Firmato il memorandum tra Usa e Iran: stop alle sanzioni, export di petrolio e tregua in Libano. Ma l'accordo definitivo nei prossimi 60 giorni resta in salita.












