In attesa della firma definitiva del memorandum d’intesa tra Usa e Iran venerdì in Svizzera, Donald Trump ha messo dei paletti. «È un memorandum d’intesa.
Chi ha avuto modo di partecipare a un processo sa che quando un testimone finisce davanti a un giudice, per essere interrogato, deve leggere ad alta voce una formula di rito in cui si impegna a dire tutta la verità e a non nascondere nulla, consapevole delle conseguenze penali di dichiarazioni mendaci.
Cardinale, lei ha lavorato per due papi: è giusto dire che Karol Wojtyla era più attento alla Chiesa popolare e Joseph Ratzinger a quella dottrinale?
«No, credo sia un errore. Tra loro c’era grande sintonia e del resto il cardinale Ratzinger è stato una persona chiave nel pontificato di papa Giovanni Paolo II. Sono due grandi personalità, i cui pontificati hanno come segni distintivi sia l’ortodossia sia l’attenzione alla gente semplice. Entrambi hanno unito difesa della fede e attenzione alla gente semplice».
Tre colpi da biliardo senza aria condizionata. In assenza del fuorigioco millimetrico sarebbero stati quattro e avrebbero mandato ai matti il telecronista di Dazn, cresciuto nello stesso bar di Lele Adani e intenzionato - più che a celebrare l’exploit di nonno Leo Messi al Mondiale - a spaccare i bicchieri a ugola spianata nelle angoliere di tutti i tinelli d’Italia.












