Il Memorandum è stato reso pubblico dall’amministrazione americana dopo forti pressioni, lo ha letto un funzionario della Casa bianca ai giornalisti a Evian mentre il presidente ha detto che i leader dei 7 Grandi lo avrebbero «amato». Si articola come anticipato in 14 punti e fissa un quadro preliminare in attesa di un accordo finale da negoziare entro 60 giorni.
Che però, ha fatto sapere subito il presidente Usa, molto probabilmente non basteranno: «Non è una scadenza tassativa». Assai probabile che si andrà oltre.
Sul fronte militare, il Memorandum prevede la cessazione immediata e permanente delle ostilità su tutti i fronti, incluso il Libano, la rimozione del blocco navale americano entro 30 giorni e la riapertura dello Stretto di Hormuz al traffico commerciale, a titolo gratuito, ma soltanto per 60 giorni: dopodiché sarà l’Iran a negoziare con l’Oman la futura gestione dello Stretto.
Sul nucleare, Teheran riafferma di non voler sviluppare armi atomiche e si impegna a mantenere lo status quo del proprio programma durante i negoziati, mentre la questione delle scorte di uranio arricchito e dei livelli di arricchimento resta per ora aperta. A definirla dovranno essere i negoziati tra le parti che si apriranno adesso.










