Svelato il memorandum che dovrebbe mettere fine alla guerra in Iran. Quattordici punti che spaziano dalla riapertura dello Stretto di Hormuz alla fine della produzione di armi nucleari da parte di Teheran. Confermati anche i temi legati ai fondi iraniani congelati. Le autorità americane hanno diffuso il testo che è stato chiamato «memorandum of understanding» con l'Iran. Nel documento gli Stati Uniti si impegnano a un fondo di 300 miliardi di dollari per l'Iran in caso di accordo definitivo e assicurano che l'Iran sarà autorizzato a vendere il petrolio dopo la firma del protocollo d'accordo. A firmare il patto, probabilmente domani o al massimo venerdì, sarà il vice presidente americano JD Vance. «Se andrà a buon fine, mi prenderò il merito. Se non andrà a buon fine, darò la colpa a JD», ha detto il presidente americano Donald Trump concludendo la conferenza stampa a Evian, dove ha partecipato al G7. «Faresti meglio a stare attento, JD, farà inversione di rotta con l'aereo e se ne andrà di corsa. Sì, mi piace l'idea. Penso sia una buona idea», ha concluso Trump.

Cosa prevede il memorandum I 14 paragrafi includono (e confermano) le indiscrezioni finora circolate, incluso l'impegno americano a revocare ogni tipo di sanzione sulla base di un calendario concordato nell'ambito dell'accordo definitivo. Washington si impegna inoltre a rendere pienamente disponibili i fondi congelati dell'Iran a seguito dell'attuazione del memorandum. «Gli Stati Uniti e l'Iran concorderanno reciprocamente le procedure relative allo sblocco di tali fondi nel corso del negoziato», si legge nell'accordo. Ecco alcuni punti chiave dell'accordo di 14 paragrafi: Fine dei combattimenti - Libano incluso : l'accordo dichiara la «cessazione immediata e permanente delle operazioni militari su tutti i fronti, compreso il Libano». Accordo definitivo in 60 giorni: «Gli Stati Uniti d'America e la Repubblica Islamica dell'Iran si impegnano a negoziare e raggiungere un accordo definitivo entro un massimo di 60 giorni, prorogabile di comune accordo». Fine del blocco navale statunitense: gli Stati Uniti rimuoveranno il blocco navale contro l'Iran entro 30 giorni. «Durante questo periodo, il traffico navale sarà proporzionale ai livelli prebellici ripristinati dalla Repubblica Islamica dell'Iran». Inoltre, gli Stati Uniti «si impegnano a ritirare le proprie forze dalle vicinanze della Repubblica Islamica dell'Iran entro 30 giorni dalla conclusione dell'accordo finale». Riapertura dello Stretto di Hormuz: l'importante via navigabile rimarrà senza pedaggio per 60 giorni, dopodiché, secondo quanto dichiarato da un alto funzionario, «l'Iran collaborerà non solo con l'Oman, ma anche con gli Stati del Golfo per definire un accordo più ampio e a lungo termine sullo Stretto di Hormuz». 300 miliardi di dollari per lo sviluppo dell'Iran: gli Stati Uniti si impegnano, insieme ai partner regionali, a creare un fondo di almeno 300 miliardi di dollari (224 miliardi di sterline) «per la ricostruzione e lo sviluppo economico della Repubblica islamica dell'Iran». Tutte le sanzioni revocate: gli Stati Uniti «si impegnano a porre fine a ogni tipo di sanzione contro la Repubblica islamica dell'Iran», secondo un calendario da concordare. Niente armi nucleari per l'Iran: Stati Uniti e Iran concordano sul fatto che l'Iran non avrà mai armi nucleari e collaboreranno alla rimozione del materiale nucleare arricchito iraniano attraverso la «fusione in loco sotto la supervisione dell'Aiea». Il confronto con Israele Insieme alla diffusione del memorandum i funzionari dell'amministrazione Trump hanno smentito parlando con Channel 12 la notizia, riportata ieri dalla stessa emittente, secondo cui Benyamin Netanyahu non sia stato messo al corrente sui termini di intesa definiti tra Usa e Iran. Secondo la fonte Usa, Netanyahu ha espresso scetticismo sull'effettiva implementazione dell'accordo, ma ha detto che se gli Usa riuscissero a realizzarlo, si tratterebbe di «un grande risultato.