"Sulla diga di Vetto assistiamo all’ennesimo capitolo di una vicenda che unisce la strana coppia formata dall’assessore regionale Mammi e dal ministro Salvini, sotto il segno dello spreco di risorse pubbliche". L’ambientalista Duilio Cangiari (Salviamo l’Enza), torna a contestare la situazione dell’invaso. "Da anni si investono tempo e denaro per tenere in vita un progetto controverso e tutt’altro che indispensabile, senza una risposta definitiva sulla sua fattibilità". A suo parere il commissariamento, anziché accelerare, ha prodotto "atti confusi e contraddittori". E cita le diverse ipotesi: "Il Docfap studia un invaso da 80 milioni di metri cubi, mentre il Commissario chiede di studiarne uno da 150 milioni senza un atto che lo legittimi. Pagliani propone addirittura 180 milioni: roba da matti". Nel mirino finisce anche Mammi. "La Regione avrebbe avuto ragioni per opporsi alla nomina del Commissario, più funzionale alla propaganda che a risolvere i problemi. Invece di promuovere strategie moderne di gestione dell’acqua, ha avallato un percorso che continua a consumare risorse senza produrre risultati". "Serviranno almeno 3 anni di studi soltanto per sapere se la diga si potrà fare, per verificare se si può procedere".