Il progetto dell’invaso di Vetto procede, ma ora servono nuove risorse nazionali. Tante. È questo il senso politico della nota diffusa ieri dall’assessore regionale all’Agricoltura Alessio Mammi, a un mese dalla pubblicazione del bando europeo per la prima fase del Progetto di fattibilità tecnico-economica. Mammi ringrazia le Bonifiche per il lavoro che ha consentito di raggiungere l’obiettivo nei tempi previsti, evitando di perdere le risorse. Quei fondi, confermati dal Governo Meloni, sono stati impegnati nel Docfap e nella prima fase del Pfte. "L’opera ha un grande valore strategico per l’agricoltura, per gli usi potabili, per la produzione idroelettrica e per la tutela dei corsi d’acqua nei periodi di siccità", afferma Mammi, ricordando anche i bandi regionali per piccoli invasi aziendali e il piano da 700 milioni per l’efficienza delle reti. La nota suona come un pungolo diretto al ministro Salvini, che ha sempre garantito l’impegno sui 519 milioni mancanti. "Il lavoro procede nella giusta direzione. Per proseguire occorre che vengano stanziate altre risorse a livello nazionale", richiama l’assessore in un contesto politico tutt’altro che neutro. Nella Lega cresce la pressione perché Salvini lasci il ministero delle Infrastrutture e torni al Viminale, mentre il partito è scosso dalle tensioni legate al caso Vannacci e dal malcontento interno per la linea del segretario. Al di là del futuro assetto del Governo, resta che sulla diga l’impegno è stato preso proprio da Salvini, a Vetto, con le scarpe bagnate dall’acqua dell’Enza.