HomePistoiaCronacaAcqua per il vivaismo. Il "sì" dell’opposizioneTomasi: "Una possibilità a cui abbiamo già lavorato. Chiederò alla Regione di sostenere il piano. Dobbiamo trovare tutte le risorse necessarie".Alessandro Tomasi, Fratelli d’Italia, portavoce dell’opposizione in RegioneRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciL’Autorità di bacino ha annunciato nei giorni scorsi, come abbiamo riportato su queste pagine, il progetto di una tubatura di 19 chilometri, del costo di 30 milioni di euro, che porterà, nei vivai del Distretto pistoiese, l’acqua depurata di Firenze. Sull’argomento interviene il portavoce dell’opposizione in consiglio regionale, Alessandro Tomasi, di Fratelli d’Italia, che ricorda il suo fattivo sostegno a questa ipotesi nelle vesti di ex sindaco di Pistoia, e annuncia la sua richiesta, alla Regione, di sostenere il piano della maxi tubatura per portare acqua depurata nei vivai e nelle serre pistoiesi. "E’ una possibilità – fa sapere Tomasi – alla quale abbiamo lavorato, con la precedente amministrazione comunale, con la segretaria dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino settentrionale Gaia Checcucci. Il tema del futuro è quello dell’acqua, non solo con l’irrigazione goccia a goccia e con gli invasi, ma l’approvigionamento dell’acqua, in questo caso quella che proviene dal depuratore di San Colombano". Gaia Checcucci, segretaria dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino settentrionale, ha annunciato il progetto che consentirà di limitare i prelievi dalle falde: 30 milioni per convogliare acqua in una tubatura di 19 chilometri per raggiungere Pistoia ed essere utilizzata nell’irrigazione del distretto vivaistico. "In questo modo – aveva spiegato Gaia Checcucci – si potrebbero riutilizzare circa 20 milioni di metri cubi di acqua l’anno, evitando il prelievo di un analogo quantitativo dalle falde sotterranee. La progettazione sta andando avanti e dovrebbe essere pronta per aprile, per poi permetterci di predisporre la gara e avviare i lavori. Intanto stiamo lavorando con il ministero delle Infrastrutture per l’individuazione dei finanziamenti necessari". Il tubo correrà anche sotto l’Arno, utilizzando un passaggio già esistente, il cosiddetto "tubone".