Il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha scelto la platea degli 80 anni di Ance per lanciare un segnale forte contro quelle che definisce inchieste strumentali volte a rallentare la modernizzazione del Paese. Attraverso un videomessaggio, il vicepremier ha espresso preoccupazione per il clima che circonda la realizzazione delle grandi opere, con particolare riferimento al progetto del Ponte sullo Stretto di Messina, inserendo il tema in un contesto di tensione tra mondo politico, settore dell’edilizia e parte della magistratura.

La denuncia della presunzione di colpevolezza

Il cuore dell’intervento del titolare del Mit ruota attorno all’idea che chi opera nel comparto delle costruzioni o ricopre ruoli istituzionali sia sottoposto a un pregiudizio costante. “Stiamoci vicini, perché purtroppo per una piccolissima parte di paese che spesso ricopre i ruoli importanti e delicati, se qualcuno lavora nel business dell’edilizia delle costruzioni e se qualcuno fa politica c’è la presunzione di colpevolezza” ha dichiarato Salvini. Il ministro ha citato come esempio la serie di procedimenti aperti che colpiscono non solo i cantieri in fase di avvio, ma anche progetti già conclusi, definendo in alcuni casi le inchieste “ingenerose”, come accaduto per gli strascichi legati alle Olimpiadi.