HomeReggio EmiliaCronacaEmergenza idrica, parla Cangiari: "No alla diga, sì a soluzioni rapide"L’intervento del comitato ’Salviamo l’Enza’, che spiega come siano necessari interventi concreti e integrati. .Duilio Cangiari di Salviamo l’EnzaRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciLa crisi idrica è già qui e la soluzione può essere lasciata in ostaggio dei tempi biblici di una diga che "ammesso venga realizzata, non sarà pronta prima di 10-15 anni". Lo afferma la rete ’Salviamo l’Enza’, secondo cui indicare l’invaso di Vetto come la panacea significa perdere tempo prezioso: servono subito interventi rapidi, concreti e integrati, capaci di mettere in sicurezza la risorsa blu prima che l’emergenza diventi strutturale. Quali? Dalla riduzione delle perdite nelle reti alla ricarica artificiale delle falde, dal riutilizzo delle ex cave come serbatoi idrici fino all’uso delle casse di espansione di Montecchio. A rilanciare - dopo gli interventi degli onorevoli Vinci (FdI), Rossi e Malavasi (Pd) - è il portavoce Duilio Cangiari: "Ridurre una delle più grandi sfide ambientali epocali alla costruzione di una sola grande opera significa ignorare la complessità del problema e rinunciare a una vera politica di adattamento climatico. È una narrazione semplicistica e politicamente insufficiente". Da qui l’appello a tutte le forze politiche: "Uscire dalla sterile contrapposizione tra pro e contro, superare gli slogan. L’Emilia-Romagna ha bisogno di una politica che guardi ai prossimi trent’anni, non alle prossime elezioni".
Emergenza idrica, parla Cangiari: "No alla diga, sì a soluzioni rapide"
L’intervento del comitato ’Salviamo l’Enza’, che spiega come siano necessari interventi concreti e integrati. .











