Di fronte alla crisi climatica, è indispensabile saper guardare avanti, efficientando la rete idraulica esistente ed attrezzando il territorio con infrastrutture, la cui esigenza è scritta dal divenire degli eventi. Alla politica chiediamo di creare le condizioni per avviare concretamente interventi indispensabili come quelli previsti dal Piano Invasi Multifunzionali ANBI-Coldiretti. E' quanto chiede Francesco Vincenzi, presidente dell'Associazione Nazionale dei consorzi di gestione e tutela del territorio e delle acque irrigue (Anbi).
Al Nord, spiega l'Anbi, da un mese esatto la portata del fiume Po ristagna al di sotto dei valori minimi, utili al contrasto dell'intrusione salina: ora -39% rispetto alla soglia dei 450 metri cubi al secondo. L'Adige, secondo fiume più importante d'Italia, in una settimana ha più che dimezzato (-55% circa) il proprio flusso idrico, favorendo anche qui l'avanzare dell'ingressione salina.
Il riempimento del lago Maggiore è sceso al 19,5% con un livello idrometrico abbondantemente inferiore al 2022, anno della grande sete del Nord. Restando sui "grandi laghi", tutti largamente sotto media, è preoccupante anche la condizione di Lario e Sebino, con il livello del primo, che registra circa un metro meno del consueto ed il secondo, che è 86 centimetri sotto media e pieno solo al 17,9%; meno grave è la situazione del bacino del Garda, oggi al 62,9% di riempimento.












