L’associazione ambientalista interviene a gamba tesa sul tema della crisi idrica chiamando in causa tutte le istituzioni. Nella foto la cascata del Sasso al FurloRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciOgni estate si ripresenta la stessa emergenza idrica, accompagnata dalle consuete ordinanze, ma per Legambiente la soluzione non può passare da nuove colate di cemento. L’associazione interviene nel dibattito sulla carenza d’acqua nella provincia bocciando senza appello l’ipotesi di costruire un nuovo grande invaso: "Un’opera che richiederebbe decine di milioni e tempi lunghissimi, causando enormi danni all’ambiente".
La ricetta degli ambientalisti, basata su uno studio presentato dall’Aato nel gennaio 2024, fissa priorità ben diverse. Il primo passo è fermare gli “acquedotti colabrodo”: nonostante i fondi milionari del Pnrr, le perdite si attestano ancora al 32,9%, disperdendo nel nulla un terzo dell’acqua captata. Il secondo intervento, non più rimandabile, è la pulizia dei tre invasi esistenti (Furlo, Tavernelle, San Lazzaro), la cui capacità di 3 milioni di metri cubi è oggi dimezzata dal fango. Un obbligo contrattuale su cui, accusa Legambiente, "da anni la Regione spende solo parole".










