BOLOGNA – Uno striscione duro e una nuova protesta in viale Aldo Moro. Martedì mattina gli ambientalisti hanno interrotto i lavori dell’Assemblea regionale chiedendo «un’azione seria su acqua, rifiuti, suolo, energia e autonomia». “La Regione Emilia-Romagna non parla, non vede, non sente” scrivono su uno striscione che prima viene esposto in aula, poi all’esterno della sede. A spingere Legambiente e la Rete per l’emergenza climatica ambientale a inscenare la nuova protesta i dati pubblicati alcuni giorni fa da Ispra sul consumo di suolo in regione.
Nel 2023-2024, infatti, l’Emilia-Romagna con poco più di mille ettari è risultata la regione con il maggior consumo annuale. Se ci si ferma al dato pro capite si parla di 453 metri quadrati a testa contro una media nazionale di 366. Le province che consumano di più sono Rimini (12,6%), Reggio Emilia e Modena (sopra l’11%). «Il consumo di suolo in questa regione ha raggiunto livelli stratosferici – attacca Nino Pizzimenti del direttivo regionale di Legambiente – e continuano ad esserne interessate zone ad alto rischio idraulico. In questi anni abbiamo visto come si è manifestato questo rischio. Ora la Regione deve capire questo, ma soprattutto deve muoversi e fare qualcosa. Servono proposte radicali come quelle che avanziamo da tempo con le leggi di iniziativa popolare».







