«Non si deve lasciar cadere il filo del dialogo». È probabilmente questa frase della deputata Lia Quartapelle a spiegare meglio il significato dell’incontro che il 25 giugno porterà sul palco del Teatro Franco Parenti Elisabetta Gualmini, Marianna Madia, Pina Picierno, Simona Malpezzi e la stessa Quartapelle, con Christian Rocca a moderare il confronto organizzato dal Circolo Matteotti e da Linkiesta. Le cinque protagoniste arrivano da percorsi diversi. Gualmini ha scelto Azione. Madia collabora da indipendente con Italia Viva. Picierno ha lasciato il Partito democratico per lanciare Spazio Pubblico. Quartapelle e Malpezzi hanno deciso invece di restare nel Partito democratico. Ma tutte loro continuano a considerare più importanti le cose che le uniscono di quelle che oggi le dividono. Se il campo largo stringe i ranghi attorno all’asse Schlein-Conte e il centrodestra si confronta con la crescita di Roberto Vannacci e l’ombra nera proiettata da Futuro Nazionale, allora una parte del mondo riformista deve tenere aperta un’altra discussione. Non necessariamente sulle alleanze, almeno per ora, ma sui contenuti sì.
Lo spiega la stessa Quartapelle a Linkiesta: «La dispersione dei riformisti è una delle ragioni per le quali oggi la coalizione tira verso sinistra. Per questo il tentativo che faremo giovedì è quello di provare a superare, almeno nei contenuti, nella forma e nel lavoro comune, quel rischio». Il riferimento è a tutte le battaglie condivise che negli ultimi anni hanno assunto un peso crescente. Dall’Europa all’Ucraina, dalla difesa comune alla politica industriale, fino alla critica di un populismo che continua infestare destra e a sinistra.
















