“Bisogna hackerare il bipolarismo”. Da Milano, parte il cantiere del nuovo polo “europeista”. Le varie anime del centro si sono date appuntamento al teatro Franco Parenti per riunirsi in vista delle prossime elezioni. Da Calenda a Picierno, da Marattin a Cottarelli. L’obiettivo è quello di “superare il bipolarismo” spiega l’ex presidente del consiglio Mario Monti chiamato a battezzare l’iniziativa lanciata da Piercamillo Falasca, Daniele Nahum e Sergio Scalpelli. “Oggi nasce un nuovo spazio politico di cui l’Italia europeista e democratica aveva bisogno” esulta la vice presidente del parlamento europeo Pina Picierno, alla prima uscita pubblica dopo l’uscita dal Pd. Ma nel foyer del teatro c’è un cauto ottimismo: “È ancora presto per brindare alla nascita di qualcosa” racconta prima di entrare un signore con in mano uno spritz. “Forse è la volta buona, ma per noi la volta buona era già la scorsa” aggiunge alludendo al tentativo del Terzo Polo alle scorse politiche. “Sì, ma quello era fallito perché Renzi si è messo a giocare come sta facendo adesso” si difende il leader di Azione Carlo Calenda che profetizza: “Vannacci sarà il M5S del centrodestra”. Un polo che “non si presenterà né con la destra né con la sinistra che avranno coalizioni che vanno da Vannacci a Tajani, da Renzi a Potere al Popolo, noi dobbiamo dare un’alternativa a questo scempio”. Il dialogo potrà essere con tutti, precisa Picierno, ma “intorno a questioni serie” mentre “il Pd e il campo largo sono scivolati verso il populismo con la pochette di Giuseppe Conte”. Ma che cosa ne pensano gli elettori? Un centrodestra senza Vannacci è visto come “più affidabile” rispetto a un centrosinistra con il M5S. E tra Meloni e Schlein in tanti non hanno dubbi: “Meglio Meloni, Schlein è incompatibile con noi”. Discrepanze che riguardano soprattutto la politica estera. “Sulla questione Ucraina, Fratoianni, Conte e Schlein sono i degni eredi di Chamberlain e di quel pacifismo balordo di Monaco 1938 che portò alla seconda guerra mondiale” attacca il consigliere di Azione Daniele Nahum dal palco. Tra chi prende la parola c’è anche la presidente di Azione Elena Bonetti.“Per governare bisogna avere la capacità e la competenza di conoscere la realtà”. E quando si ricorda che servono anche i voti, anche gli elettori di centro sorridono. Ma Calenda non si scompone: “Voi dite che siamo pochi, non lo so, siamo un’avanguardia, forse, come nel Risorgimento e in piazza Maidan”.
Gli "europeisti" alla corte di Calenda e Picierno: "Meglio Meloni di Schlein"
Il leader di Azione: "Siamo un'avanguardia"











