Libdem
Sergio Scalpelli
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Cari amici riformatori, liberali, europeisti, scrivo a voi che lunedì a Milano avete riempito il Teatro Parenti oltre la capienza, per ritrovarsi dentro l’idea lanciata da Europeisti.eu. Scrivo a chi, da quel palco, ha rilanciato la sola frase che conta: «O si sta con l’Europa libera e forte o si sta contro». Bene. Ci siamo. Adesso, per favore, non fate scherzi.
Esiste una congiuntura che dieci anni fa avremmo definito miracolosa. La tenacia di Calenda e di Azione, che le battaglie non le ha mai mollate. La crescita ostinata del Partito Liberaldemocratico di Marattin. E la scelta di Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo, di dare vita a Spazio Pubblico, di collocarsi in Renew Europe, di mettere la sua lucida combattività al servizio di un progetto italiano. Sono tessere che per una volta, una sola, sembrano comporre la stessa figura. Queste righe servono a marcare una cosa soltanto. A nessuno si chiede di sciogliere partiti, fondazioni, associazioni. A nessuno di accodarsi a una leadership. E, francamente, ai milioni di potenziali elettori del campo liberaldemocratico non frega nulla delle formule: federazione, patto d’azione, costituente, cantiere. Lessico per addetti. Noi vogliamo una cosa concreta, materiale, scritta in azzurro su una scheda: un simbolo votabile.











