Le cinque ragazze progressiste che il 25 giugno saliranno sul palco del Teatro Franco Parenti di Milano per partecipare all’incontro promosso dal Circolo Matteotti e da questo giornale la pensano allo stesso modo su quasi tutte le questioni decisive del nostro tempo, e infatti fino a ieri militavano nello stesso partito e, tutte insieme, sono state la spina dorsale di quel Partito democratico a vocazione maggioritaria che ha dominato la politica italiana negli ultimi vent’anni.

Oggi però Pina Picierno, Marianna Madia, Elisabetta Gualmini, Lia Quartapelle e Simona Malpezzi hanno scelto quattro strade diverse per contrastare il populismo e l’estremismo di destra e di sinistra: la vicepresidente del Parlamento europeo Picierno ha fondato Spazio pubblico, l’ex ministra Madia è entrata come indipendente in Italia viva, l’eurodeputata Gualmini si è iscritta ad Azione, mentre la parlamentare Quartapelle e l’ex capogruppo Malpezzi resistono e provano a fermare la deriva antagonista che ha trasformato il Pd in una specie di Democrazia proletaria fuori tempo massimo.

Il cerchio magico di Elly Schlein, anziché porsi il problema della fuga di alcuni dirigenti, del diffuso mal di pancia dei riformisti e della chiusura della mente progressista proprio quando servirebbe la massima apertura, se ne compiace in nome di un settarismo estraneo alla cultura politica del Pd, e se non brinda agli addii poco ci manca.